Le parole contano: analisi del testo e leggibilita’

Da quando ho iniziato a scrivere per questo blog, pongo maggiore attenzione a come scrivo.
Spesso mi capita di scrivere frasi che mi sembrano chiare, ma che non lo sono affatto.

E’ semplice capire quando quello che scrivo e’ incomprensibile: chiedo ad una mia amica di leggerlo prima di postarlo. Lei vede il mondo in modo piu’ umano e meno tecnico ed afferma che i computer la odiano :-D Praticamente perfetta per gli articoli che scrivo !
Mi sono molto utili i suoi pareri, in particolare quando mi chiede “ma cosa vorresti dire ?” cio’ basta a capire che non ho espresso il concetto con chiarezza.

Diversi articoli su come scrivere un blog, consigliano di scrivere frasi brevi e di non girare attorno al discorso. Il blog non e’ un libro dove e’ opportuno creare l’atmosfera prima di introdurre il protagonista: nel blog il protagonista entra in scena e parla.

Ho letto ieri un’articolo di Steven Johnson (tradotto da Internazionale.it) che trattava il legame tra il successo di un libro e la complessità delle sue frasi. Dopo varie considerazioni sulle statistiche di Amazon relative a diversi libri, l’autore ne deduce che i libri che presentano le idee  con frasi  brevi con parole semplici hanno maggior successo.

Nel web ho scoperto che esistono diversi strumenti che fanno quello che fa la mia amica: ti dicono se un testo e’ complicato, se le frasi sono troppo lunghe ed altre informazioni.

Eccone due davvero utili:

  • Textalyser: fornisce molte informazioni sulla leggibilita’, come la frequenza ed il numero delle parole e la lunghezza media delle frasi.

E voi gia’ utilizzate strumenti per l’analisi del testo ?

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Nel web i libri in versione riassunto

Photo by v.max197

Lo sappiamo tutti: gli impegni e le nostre passioni assorbono come una spugna tutto il nostro tempo, a volte a causa della nostra scarsa organizzazione, ed e’ spesso difficile trovare il tempo per leggere un buon libro.
Se ugualmente volete conoscere di cosa tratta quel corposo libro che vi incuriosisce parecchio, provate a vedere se nel web ne esiste il riassunto (o sommario).
Esistono infatti vari siti dove trovare moltissimi riassunti di libri, o meglio Book Summaries, dato che quasi tutti sono in lingua inglese.
Trovo davvero interessante il fatto che i riassunti prodotti mantengono la struttura a capitoli del libro, all’interno dei quali sono riportati senza fronzoli, le idee ed i concetti fondamentali del libro.
Mi viene in mente quando alle scuole superiori, per prepararsi all’interrogazione del giorno dopo, si “studiava” i promessi sposi da un libriccino che riassumeva un intero capitolo in due pagine :-D i risultati erano drammatici, ma almeno si riusciva ad evitare la “scena muta”.
Certo, la lettura integrale di un libro, cosi’ come scritto dall’autore, e’ tutta un’altra cosa, ma pensate a quei libri dove i concetti fondamentali si perdono in valanghe di parole.

Un buon sommario di un libro e’ comunque utile:
- se non lo hai letto, puoi capire se e’ proprio il libro che cercavi, e decidere se acquistarlo
- se lo hai gia’ letto e’ un ottimo documento che schematizza i concetti essenziali

Ecco due links interessanti:

  • WikiSummaries contiene versioni iper-compatte di moltissimi libri, dai classici ai best seller

E voi cosa ne pensate ? avete mai letto prima del libro il suo sommario ?

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Blogging sotto il mandorlo

Mi trovo in una campagna dell’entroterra siciliano, seduto sotto un mandorlo, con il notebook sulle gambe a scrivere il post che stai leggendo.

Ogni tanto sento i campanacci delle pecore che pascolano, e spesso devo fare sloggiare gli insetti che si attaccano sulle mie gambe … ma perche’ ho messo i pantaloni corti ?

Qui non sono connesso ad Internet, e quindi non posso prendere spunti da altri post.

Questa limitazione pero’ mi fa riflettere sul fatto che spesse volte quando si scrive un post, si e’ troppo influenzati da altri articoli trovati in giro per il web, rendendo la scrittura un po’ piatta e poco originale.

Ho letto da qualche parte che una certa informazione e’ tanto piu’ utile quanto minore e’ la probabilita’ che accada.

Sapere ad esempio che domani nel deserto del Sahara ci sara’ il sole non e’ un’informazione cosi’ utile, dato che, si sa’, nel deserto e’ quasi certo che non piove.

Analogamente, un post e’ tanto piu’ utile quanto meno e’ stato trattato quell’argomento; sapere che Barak Obama rappresenta un cambiamento per l’America non e’ nulla di nuovo: migliaia di articoli sono stati scritti in tutte le salse e se ne scrivi uno probabilmente altri 500 saranno migliori del tuo.

Scrivere su Internet, ed in generale scrivere, e’ un processo creativo che richiede impegno; la cosa positiva e’ che spesso l’appetito vien mangiando o meglio la parola vien bloggando. Mi e’ capitato di essere preda della “sindrome da foglio bianco” e poi sbloccarmi, e scrivere post troppo lunghi che ho dovuto dividere in due.

Ricordate inoltre che piu’ post scrivete piu’ sarete rapidi a trasformare i vostri pensieri in parole, e’ insomma questione di allenameto, come in moltre altre cose.

Inizio a sentire freddo … scappo

a presto,

GePC

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