Hot Flowing Pixels festival – Animazioni digitali autoprodotte

Chump e Clump

A parte i grandi studios cinematografici come Pixar e DreamWorks, sono moltissimi coloro che si dilettano nella creazione di opere animate digitali.

Le loro opere nascono spesso per puro piacere creativo e spesso usando software Open Source come Blender o Gimp.

Autodistribuite sul web,  le migliori vengono selezionate per i pochi festival che si interessano di corti di animazione.

A Catania, Hot Flowing Pixels ha per la prima volta organizzato il festival di animazione digitale  non commerciale, ed ha raccolto tra le migliori opere realizzate nell’ultimo anno.

Venti le animazioni selezionate da Giovanni Gallo, docente di Computer Graphics all’Universita di Catania.
L’evento, organizzato dall’associazione ErbeMatte, ha avuto luogo al centro culturale Zo il 19 Maggio 2009.

Io sono andato alla proiezione dei corti e guardandoli ho riflettuto sulle capacita’ necessarie per realizzare un buon corto d’animazione.
A parte le competenze tecniche serve l’idea, la storia, la sceneggiatura, la modellazione dei personaggi e dell’ambiente, la loro animazione, la creazione delle texture, …
Spesso infatti sono molti gli artisti coinvolti alla creazione dei corti piu’ complessi. Questo e’ il caso dei divertentissimi Big Buck Bunny e Chump & Clump.

Un’ importante caratteristica delle produzioni indipendenti e’ la liberta’ nella scelta del soggetto: non esiste il vincolo per “grandi e bambini” imposto alle grandi case di produzione, il target lo sceglie chi crea l’opera.
Chump & Clump ad esempio, pur essendo rappresentato da due tipetti strambi che potrebbero essere gli amici di Spongebob, e’ un filmato per adulti.
Questi personaggi non sarebbero “ben accetti” dalla Pixar o DreamWorks nei loro filmati.
Shrek infatti si concede rutti e scoreggie ma non alcol,  cannabis e funghetti come invece fanno Chump e Clump :D . Non a caso nel trailer e’ anche presente il disclaimer “Attention ! this trailer is not suitable for all audiences …”.

Gli altri filmati presenti, di solito quelli meno complessi, sono stati realizzati da un unico artista. Davvero diversi i loro stili e generi: alcuni ironici e divertenti, altri romantici, altri tristi nel loro bianco e nero, altri ancora futuristici.

Spero che l’iniziativa di Hot Flowing Pixels si ripeta e cresca negli anni, e diffonda questa forma d’arte i cui strumenti sono liberi e disponibili a tutti.

Comments (2)

La Bellucci e’ piatta, Buzz Lightyear no !

Non saro’ esaustivo, anche perche’ sarebbe impossibile esserlo nell’articolato universo della Computer Graphics.
Mi propongo solo di introdurre l’argomento nel modo piu’ interessante possibile … a voi il giudizio finale.
Cosa vi viene in mente quando sentite le parole “Computer Grafica” ?
A molti subito saltano in mente i dinosauri di Jurassic Park; ad altri Toy Story, il primo lungometraggio 3D della Pixar; a quelli che hanno vissuto gli albori dell’era dei videogiochi verra’ in mente la grafica di Pac-Man o addirittura di Pong; altri ancora potrebbero ricordare la dichiarazione di Monica Bellucci di essere stata ritoccata con Photoshop in alcune foto del suo calendario.
Tutti questi esempi hanno effettivamente a che fare con la grafica creata al computer, sono pero’ assai diversi tra loro. Tanto per cominciare Toy Story e’ un animazione grafica, e l’immagine fotoritoccata della Bellucci e’ statica.
Ottimo inizio ! questa e’ una prima grande divisione: grafica animata e grafica statica.
Inoltre, Toy Story e’ un animazione tridimensionale, la Bellucci e’ invece piatta … o meglio … la foto della bellucci e’ bidimensionale :)
Domandina: ma che vuol dire “animazione 3D” cioe’ a 3 Dimensioni ?
e come fa ad essere 3D se il mio televisore e’ 2D ?
rispondo cosi’:
il mio gatto e’ 3D, il filmato del mio gatto ripreso con una video camera e’ invece 2D: anche Toy Story e’ quindi un lungometraggio 2D. Per crearlo e’ stato pero’ utilizzato un programma che permette di realizzare i modelli a tre dimensioni dei personaggi e di tutto l’ambiente dove questi verranno animati. Creati i modelli si procede ad assegnare i colori ed i materiali a tutti gli oggetti e personaggi delle scene, posizionare le luci ed infine eseguire quella che si chiama Rendering. Con il rendering verra’ generata la scena finale del modello tridimensionale precedentemente costruito. Nel caso di animazioni, ogni rendering genera un solo fotogramma dell’animazione e dato che per realizzare un solo secondo di animazione sono necessari 25 fotogrammi, per realizzare l’intera animazione sono spesso necessari diversi giorni di calcolo eseguiti su computer molto potenti.
Esistono vari programmi per realizzare modelli 3d e rendering, sia statici che animati, su PC. Alcuni tra questi sono commerciali ed il loro costo non e’ esiguo, vi consiglio quindi di cimentarvi in realizzazioni 3d tramite Blender, un software open source, dotato di strumenti spesso presenti in software commerciali e supportato da una grande comunita’ di sviluppatori ed utenti. Ecco due interessanti siti italiani che supportano colore che vogliono iniziare con Blender: blender.it e blender-tutorial.com
Nel prossimo post parlero’ di grafica bidimensionale, bitmap e vettoriale.
A presto.

GePC

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