Il counter e’ morto, viva il web analytics

Dopo aver pubblicato questo Blog, e dopo i primi post, mi sono interessato a strumenti che mi consentissero di avere informazioni sul numero di visite e di pagine viste.

Mi sono accorto che i semplici counter di una volta stanno rischiando l’estinzione di fronte a strumenti potenti e gratuiti che permettono di fare Web Analytics, ovvero capire i comportamenti degli utenti per potere migliorare le performance del sito web.

Performance, in parole semplici, vuol dire quanto il sito “funziona”: se si tratta di un sito di e-commerce e’ importante quanto vende, se e’ un giornale online e’ importante quanto viene letto.

Google ha iniziato fornendo gratuitamente Google analytics. Per usarlo e’ sufficiente avere una Google mail (anch’essa gratuita) e seguire una semplice procedura che permetta a Google di riconoscerti come gestore del sito.
Dopo il riconoscimento bastera’ inserire un tag nelle pagine che si vogliono considerare nei dati raccolti da Google Analytics, e che mostrera’ mediante una serie di grafici personalizzabili.

Da quasi due mesi utilizzo Google analytics per controllare gli accessi a questo Blog. Inizialmente ho avuto una sorta di dipendenza, ogni giorno controllavo piu’ volte visite e visitatori, il bounce rate (che da poco ho scoperto essere la percentuale di visitatori che abbandonano la lettura del blog prima di 30 secondi), il tempo medio delle visite, da quali citta’ provengono i visitatori e cosi’ via. Ero in pratica analyticoholics, ovvero analytics dipendente. Adesso lo uso con moderazione, do maggior peso agli andamenti settimanali, e molto poco a quelli giornalieri.

Yahoo si sta preparando al rilascio di Web Analytics, una piattaforma gratuita per fare analisi web, che dagli screenshoot appare molto interessante, e che a differenza di Google mostrera’ i dati in tempo reale (Google al momento li aggiorna giornalmente).
Tali software offrono davvero tante informazioni, che vanno ben oltre quelle offerte dai semplici contatori di visite che spopolavano qualche anno fa, e che offrono strumenti di analisi che, in buone mani, possono davvero migliorare le performance dei siti web che si stanno gestendo.

a presto

GePC

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Spaghetti Wired

La prima volta che ho comprato la rivista Wired era all’edicola di un aereoporto, ne sono stato affascinato dalla grafica, e durante la lettura anche dagli articoli, sentivo la stessa magia di quando anni fa leggevo i primi numeri di Focus, quel fascino della scoperta che poi in Focus, a mio parere si e’ perso.
Fantastici quegli articoli dove si intreccia tecnologia e vita personale, come quell’articolo su Piotr Wozniak, il creatore di Supermemo (un software che aiuta a ricordare), che ha pianificato la vita quotidiana in funzione dell’apprendimento assistito dal calcolatore.
Wired e’ una rivista americana, ancora solo in versione Inglese, ma ancora per poco: la versione italiana e’ prevista per il Febbraio 2009 … spero abbia lo stesso “carisma” della versione originale.

Vi lascio con il video dell’intervista a Riccardo Luna, direttore del nuovo Wired Italia.

GePC

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Domande e Risposte

Il web si sa’, e’ una gigantesca fonte di informazione in movimento, ogni giorno migliaia di articoli, notizie, immagini e video vengono riversati nel Web. In questo mare di informazioni, solitamente sono i classici motori di ricerca e le Web directory ad indicare le pagine che soddisfano le nostre ricerche.

Quando pero’ non riesci a trovare risposta al tuo argomento, ed i motori di ricerca non ti capiscono perche’ magari la tua domanda deve essere interpretata in maniera piu’ “umana” per avere un senso, la parte sociale della rete puo’ darti una mano.

Esistono diverse applicazioni Web dove puoi porre le tue domande, anche le piu’ strane e assurde. Gli altri utenti, se hanno una possibile risposta, e se gli va, potranno risponderti.

Io ho provato Yahoo! Answers e WikiAnswers.

Yahoo Answer ha un sapore piu’ sociale ed e’ molto divertente da usare. Per prevenire abusi di domande e risposte sciocche, gli autori hanno ideato una logica a punteggi, in breve: porre una domanda costa 5 punti, rispondere ad una altrui ti fa guagnare 2 punti e se la tua risposta viene giudicata la migliore ne guadagni addirittura 10; piu’ punti hai e piu’ cose puoi fare.

WikiAnswers ha invece, come dice il suo motto “Q&A the wiki way”, un sapore piu’ Wiki; oltre a porre domande ed a rispondere a quelle altrui, puoi infatti come nel piu’ classico dei Wiki, editare le risposte per migliorarle.

Mi sono dilettato a leggere molte domande per capire il genere piu’ gettonato, ed ho capito che non esiste, si parla di tutto, dai problemi matematici a quelli con la suocera, si spazia cioe’ dall’ambito scientifico a quello personale.

Ricordando il romanzo L’ultima domanda di Isaac Asimov, dove al super calcolatore Multivac viene posta la domanda “Si puo invertire l’entropia ?”, ho posto la stessa domanda a WikiAnswer:

Can entropy be reversed ?

la domanda era gia’ stata inserita, ed aveva anche ricevuto risposta:

Insufficient data for meaningful answer

la stessa del libro :)

Se conoscete altri siti di domande e risposte, ma anche no :) , commentate pure il post

alla prossima

GePC

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Pesa di piu’ un chilo di paglia o un chilo di byte ?

In informatica alcune cose possono apparire strane, altre lo sono davvero, e per fortuna qualcosa e’ anche logica.
L’argomento di oggi e’ tra gli argomenti logici.
L’uomo ha dieci dita, quindi per fare i calcoli si e’ inventato un sistema di numerazione decimale, dove i simboli vanno da 0 a 9.
Al computer invece per semplicita’ sono stati dati solo 2 simboli: 0 e 1. Il motivo e’ semplice, se pensiamo a livello elettronico, e’ molto piu’ semplice gestire segnali che possono avere solo due livelli, piuttosto che 10.
Ne segue che sono necessari molti piu’ simboli per descrivere un numero decimale. Ecco alcuni esempi (‘d’ sta per decimale e ‘b’ per binario):

1d = 1b
2d = 01b
3d = 11b
4d = 100b
5d = 101b
. . .

come si nota, per descrivere il decimale 5 sono necessare 3 cifre binarie invece dell’unica cifra ’5′.
Non e’ mia intenzione spiegare il sistema binario, sono presenti in giro per la rete ottime spiegazioni, in Wikipedia ad esempio: sistema numerico binario.
E’ arrivato il momento di riflettere sul titolo del post: pesa di piu’ il chilo di paglia o di bytes ?
Ovviamente il peso non e’ una proprieta’ dei bytes, quindi di per se la domanda non ha senso. Quello che ci da spunti di discussione e’ la lettera K.
Come per i grammi, il bit e’ spesso un’unita’ di misura davvero piccola, quindi di solito si usano i multipli come Kilo e Mega.
Nel caso dei grammi kg indica 1000 grammi (kg), nel caso dei bytes invece … emh
personalmente fino all’altro ieri pensavo che 1 kB (kilobyte) fosse uguale a 1024 cioe’ 2^10 cioe’ 2 elevato a 10; ieri ho invece con stupore scoperto che il kB vale 1000 byte (quanto la paglia :) ), e che esiste un’altra unita’ di misura del Sistema Internazionale chiamata kibibyte, che vale 1024 byte. In poche parole:

1 kB = 10^3 bytes
1 KiB = 2^10 bytes

Adesso tocca prendermi di coraggio e, domani, in ufficio, chiamare le cose con il proprio nome: kibibyte, mebibyte, gibibyte … e sperare che i colleghi non mi prendino per il cubilo

alla prossima

GePC

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Punti VS forme

Creare e modificare immagini digitali e’ tra le cose piu’ creative e divertenti da fare con un computer.
Da dove iniziare ? Per prima cosa e’ importante capire cos’e’ un’immagine, senza comunque scendere in dettagli inutili.
Esistono due grandi tipologie di immagini: quella bitmap (o raster) e quella vettoriale.
Le immagini di tipo bitmap sono formate da mappe di punti (pixel) ed hanno come formati Jpg, Gif, Png, Tif, Bmp ed altri ancora. Ogni formato determina come i vari punti che descrivono l’immagine vengono memorizzati nel file, il massimo numero di colori a disposizione, il tipo di compressione ed altre caratteristiche.
Esistono moltissimi programmi per manipolare immagini bitmap, alcuni adatti al disegno altri adatti al fotoritocco. Uno storico programma, inizialmente realizzato per computer Amiga e dopo per MS Dos, e’ il Delux Paint della Electronic Arts, che alla fine degli anni 80 e’ stato molto usato per realizzazioni grafiche di molti video game, tra cui lo stupendo Monkey Island.
Due programmi attuali, ma dalle funzionalita’ base, che piu’ base non si puo’, sono il Paint di Windows ed il KolourPaint per Linux, quest’ultimo ha comunque molti piu’ formati con cui esportare le immagini ed e’ open source.
Piu’ evoluto e dotato anche di funzioni per il fotoritocco e’ il Paint.Net per Windows, da provare, anche per il fatto che e’ un free software.
Tra i programmi commerciali piu’ ricchi di funzionalita’ vi e’ Adobe Photoshop che e’ praticamente sinonimo di fotoritocco ed usato da molti grafici professionisti; inizialmente e’ stato disponibile solo per Apple Macintosh, pc storicamente amato da designer e creativi, ma ormai da anni disponibile anche per Windows.
Un’altro programma molto adatto al fotoritocco e’ Il Paint shop pro, che e’ stato inizialmente distribuito secondo il modello shareware (provalo e se ti piace lo paghi) e che adesso e’ invece mantenuto e commercializzato dalla Corel.
Quello che e’ probabilmente il piu’ completo programma open source di fotoritocco e grafica bitmap, e che anche io utilizzo, e’ il GIMP. E’ disponibile per molti sistemi operativi, tra cui Linux e Windows e presenta molte caratteristiche di programmi commerciali come Photoshop. Ne esiste anche una variante chiamata GIMPshop, il cui scopo e’ quello di emulare l’aspetto di Photoshop, in modo da rendere piu’ semplice il suo utilizzo da chi gia’ lo usa.
L’altra grande tipologia di immagini e’ quella Vettoriale, in cui linee, poligoni e curve descrivono l’immagine, che quindi non e’ piu’ descritta da un insieme di punti di diverso colore ma da un insieme di forme geometriche. I vantaggi di questa tecnica sono:
- non far perdere definizione all’immagine quando questa viene ingrandita
- occupare molti meno Bytes rispetto alle stesse immagini in formato bitmap
La tipologia vettoriale, come si puo’ intuire , non e’ pero’ adatta a rappresentare foto o figure aventi molti dettagli e sfumature.
Anche in questo caso esistono vari formati, tra i piu’ famosi ve ne sono alcuni realizzati per il Web, come Flash di Adobe ed il formato aperto Svg del World Wide Web Consortium, che permettono anche la realizzazione di animazioni vettoriali interattive come banner e semplici video games.
Altri formati vettoriali, sono quelli dei software commerciali di illustrazione e di impaginazione testo, come ad esempio Corel Draw, Macromedia FreeHand e Adobe Illustrator.
Tra i vari software open source invece figurano: il Draw (incluso in OpenOffice); Inkscape, ricco di utili strumenti e che ho utilizzato per realizzare il logo di questo blog; Xara Xtreme che non ho mai usato, ma dagli screenshots (schermate di esempio) appare semplice ed intuitivo. Tutti i programmi open source e commerciali mensionati, supportano il formato aperto svg.
Scarica i programmi open source o free, e metti in moto la tua creativita’, crea nuove immagini o modifica le tue foto. In rete esistono centinaia di tutorial per programmi di grafica, dai piu’ semplici ai piu’ articolati, dove puoi iniziare a fare computer graphics.

Al prossimo post, bye bye

GePC

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La Bellucci e’ piatta, Buzz Lightyear no !

Non saro’ esaustivo, anche perche’ sarebbe impossibile esserlo nell’articolato universo della Computer Graphics.
Mi propongo solo di introdurre l’argomento nel modo piu’ interessante possibile … a voi il giudizio finale.
Cosa vi viene in mente quando sentite le parole “Computer Grafica” ?
A molti subito saltano in mente i dinosauri di Jurassic Park; ad altri Toy Story, il primo lungometraggio 3D della Pixar; a quelli che hanno vissuto gli albori dell’era dei videogiochi verra’ in mente la grafica di Pac-Man o addirittura di Pong; altri ancora potrebbero ricordare la dichiarazione di Monica Bellucci di essere stata ritoccata con Photoshop in alcune foto del suo calendario.
Tutti questi esempi hanno effettivamente a che fare con la grafica creata al computer, sono pero’ assai diversi tra loro. Tanto per cominciare Toy Story e’ un animazione grafica, e l’immagine fotoritoccata della Bellucci e’ statica.
Ottimo inizio ! questa e’ una prima grande divisione: grafica animata e grafica statica.
Inoltre, Toy Story e’ un animazione tridimensionale, la Bellucci e’ invece piatta … o meglio … la foto della bellucci e’ bidimensionale :)
Domandina: ma che vuol dire “animazione 3D” cioe’ a 3 Dimensioni ?
e come fa ad essere 3D se il mio televisore e’ 2D ?
rispondo cosi’:
il mio gatto e’ 3D, il filmato del mio gatto ripreso con una video camera e’ invece 2D: anche Toy Story e’ quindi un lungometraggio 2D. Per crearlo e’ stato pero’ utilizzato un programma che permette di realizzare i modelli a tre dimensioni dei personaggi e di tutto l’ambiente dove questi verranno animati. Creati i modelli si procede ad assegnare i colori ed i materiali a tutti gli oggetti e personaggi delle scene, posizionare le luci ed infine eseguire quella che si chiama Rendering. Con il rendering verra’ generata la scena finale del modello tridimensionale precedentemente costruito. Nel caso di animazioni, ogni rendering genera un solo fotogramma dell’animazione e dato che per realizzare un solo secondo di animazione sono necessari 25 fotogrammi, per realizzare l’intera animazione sono spesso necessari diversi giorni di calcolo eseguiti su computer molto potenti.
Esistono vari programmi per realizzare modelli 3d e rendering, sia statici che animati, su PC. Alcuni tra questi sono commerciali ed il loro costo non e’ esiguo, vi consiglio quindi di cimentarvi in realizzazioni 3d tramite Blender, un software open source, dotato di strumenti spesso presenti in software commerciali e supportato da una grande comunita’ di sviluppatori ed utenti. Ecco due interessanti siti italiani che supportano colore che vogliono iniziare con Blender: blender.it e blender-tutorial.com
Nel prossimo post parlero’ di grafica bidimensionale, bitmap e vettoriale.
A presto.

GePC

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Banana nella Rete

Joe: ciao Eletto, ho molti dubbi riguardanti Internet, e dato che sei l’ Eletto, chi meglio di te potrebbe rispondermi ?
Neo: ciao Banana, chiamami pure Neo, chiedimi pure e provero’ a risponderti
Joe: va bene, iniziamo subito da questa domandina, cos’e’ questa Internet ?
Neo: non credo tu sia pronto a questo
Joe: senti, io non so leggere e scrivere, ma se tu parli come mangi ti capisco
Neo: provero’ a farti comprendere: Internet e’ la piu’ grande rete al mondo, anzi, per la precisione e’ una rete di reti, e connette milioni di computer tra loro
Joe: sono tanti, ma cosa si dicono tutti questi computer collegati tra loro ?

Neo: i computer connessi ad Internet si scambiano ogni sorta di dati digitali, dalle pagine Web alla posta elettronica, dalle Chat alle comunicazioni audio/video in tempo reale, e molto, molto altro ancora
Joe: non puoi essere piu’ pratico ?
Neo: Non stavo teorizzando nulla ! Comunque … MSN, Skype, Internet Explorer e Outlook, Mozilla Firefox e Thunderbird, solo per citarne alcuni, sono tutti programmi che utilizzano Internet, ma ognuno con una propria logica: per il Web, ad esempio, il browser fa una una richiesta e quindi riceve indietro una pagina Web; per i programmi come Skype e’ importante potere stabilire una buona connessione audio/video. Ogni programma ha quindi una sua logica di comunicazione con la rete
Joe: hey, ma Internet ed il Web non sono la stessa cosa ?
Neo: No. Cio’ che chiami Web e’ il Word Wide Web, ed e’ uno dei vari servizi di Internet, sicuramente il piu’ famoso ed usato
Joe: a proposito, ma dove si trovano tutte le pagine Web ?
Neo: si trovano in computer sui quali e’ in esecuzione un programma chiamato Web Server, che fornisce su richiesta degli utenti le pagine Web. Gli utenti richiedono le pagine al Web Server mediante un programma detto browser. I due piu’ diffusi browser sono Internet Explorer e Mozilla Firefox
Joe: e quando questi computer vengono spenti ?
Neo: i computer di cui parliamo sono chiamati Server, e non vengono spenti quasi mai, quindi sono in grado di rispondere alle richieste dei browser 24 ore su 24, o quasi
Joe: quindi se voglio mettere a disposizioni di tutti il mio sito Web dovrei comprare un Server ?
Neo: non e’ necessario. Puoi pubblicare il tuo sito da chi gestisce gia’ uno o piu’ server Web, e solitamente chi lo gestisce permette la pubblicazione di numerosi siti web nei propri server. Comunque esistono numerose societa’ che forniscono spazi gratuiti per poter pubblicare il proprio sito Web
Joe: grazie Neo, mi hai chiarito molti dubbi, un ultima cosa, secondo te, quante banane mi verrebbe a costare far realizzare un sito Web per vendere le mie banane ?
Neo: non ho sufficienti informazioni per risponderti, pero’ puoi chiedere all’ Oracolo

GePC

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Commodore Plus/4 o Pentium 4 ? e’ uguale !

Mio zio possedeva un Commodore Plus/4, erano gli anni 80 ed io avevo 8 anni piu’ o meno.
Quando ero a casa degli zii, capitava spesso che lo zio provasse qualche nuovo gioco appena comprato in qualche edicola, che a quel tempo tenevano videogiochi in cassette in bella mostra.
Io stavo li con alcuni miei cugini, ad aspettare con i joystick in mano, che il prossimo gioco della cassetta si caricasse, mentre i numeri del lettore a cassette scorrevano lenti come lumache.
Forse quello e’ stato il mio approccio con un computer; ricordo che fissavo il nastro delle cassette e mi chiedevo com’era possibile che li dentro ci fossero registrati i videogiochi con i quali avevo giocato poco prima
Ricordo bene che quando duplicavo una cassetta, con il registratore a doppia cassetta, si sentivano degli strani suoni alieni, come provenienti da qualche lontana galassia. Copiando i suoni veniva copiato anche il videogioco, quindi il videogioco doveva essere legato a quei suoni !
Anni dopo ne ebbi la conferma. Ho capito che dietro le strane frequenze dei nastri erano codificate delle istruzioni, che il computer caricava in memoria ed infine eseguiva.
Questa scoperta fu per me illuminante ! generalizzando un po, i programmi vengono memorizzati nelle memorie di massa, i quali vengono caricati nella memoria RAM e quindi eseguiti dalla CPU.
Piu’ o meno e’ quello che accade anche nei PC di oggi, d’altronde anche le automobili dopo molti decenni continuano ad avere quattro ruote ed un volante.
Torniamo ai PC: tutti sappiamo cosa sono le memorie di massa, la RAM e la Central Processing Unit (CPU) … vero ?

Ok, ecco per sicurezza due utili link per chi inizia:

Alcuni tutorial di informatica di base, legano i loro concetti ad un particolare Sistema Operativo, Windows ad esempio, non mensionando alternative come Linux, che in molte sue distribuzioni vanta una facilita’ duso sorprendente. Approfondiro’ l’argomento in post successivi.

GePC

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