Archive for web 2.0

Privacy e Social Network

Qualche tempo fa in TV ho visto uno spot di uno smartphone LG che allegramente  annunciava “Fatti i fatti degli altri con Facebook …”.   E’ chiaro che chi crea lo spot conosce bene il target (noi Italiani in questo caso), ne deduco che buona parte degli Italiani usa Facebook per farsi i fatti degli altri.

Ovviamente Facebook, e molti altri Social Network sono usati anche per condividere notizie, scambiarsi opinioni, organizzarsi.
Il fatto che venga presentato in tale modo la dice lunga sulla poca importanza che la maggior parte degli iscritti al social network danno alla privacy.

Il Garante della privacy ha da poco realizzato un opuscolo, scaricabile in PDF, dal titolo “Social network: attenzione agli effetti collaterali”.
L’opuscolo contiene consigli su come difendere il proprio privato sui social network, ed anche se non e’ Topo Gigio a darci i consigli risulta di facile lettura anche ai novelli.

In Italia, considerato il boom che ha avuto Facebook nell’ultimo anno, sarebbe stata piu’ opportuna una campagna divulgativa anche con spot in TV.
Ma in un paese dove non si investe per l’abbattimento del Digital Divide (Punto Informatico), accontentiamoci dell’ opuscolo per la privacy.

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Imparare i CSS ? Ecco da dove iniziare

Nel mio lavoro mi occupo dello sviluppo del back end delle applicazioni, cioe’ quella parte spesso chiamata business logic.

Da poco sto sviluppando una piccola web application, devo quindi anche creare l’interfaccia utente, spesso chiamata front end.

Per non adottare soluzioni proprietarie e poco accessibili, ho scelto gli standard HTML ed i Fogli di Stile a Cascata (CSS).

Quando si apprende una nuovo argomento, si e’ spesso travolti da tante domande, le cui risposte non si trovano quasi mai in un unico articolo.

Ecco le domande che mi sono posto e gli articoli dove ho trovato risposta.

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I talks dei grandi pensatori

Le persone passano, per fortuna, sempre piu’ tempo davanti al web e meno davanti alla TV.
Questo specialmente da quando i video sono diventati comuni su Internet grazie a YouTube, e ad altre web application per la loro pubblicazione e condivisione.
Ovviamente non e’ stato sempre cosi’, cio’ e’ stato reso possibile dalla disponibilita’ di connessioni sempre piu’ veloci che permettono al flusso video di essere trasmesso senza ritardi fra i vari fotogrammi.

Il video sul web non e’ solo You Tube, stracolmo di video amatoriali e virali (non solo ovviamente).

Ultimamente seguo molto il progetto TED Talks.
Il loro sito raccoglie i migliori talks di grandi pensatori e visionari. I loro video sono rilasciati sotto la licenza Creative Common e liberamente disponibili.
Per poter rendere i video fruibili a tutti, sono presenti i sottotitoli, spesso in piu’ lingue.
Se vuoi e ne sei capace puoi anche dare una mano per le traduzioni alla community di TED.

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Barcamp tour 2009 – Catania

Non capita tutti i giorni proporre un proprio progetto o idea imprenditoriale, avere a lo spazio dove presentarlo, persone entusiaste con cui discuterlo, e – ciliegina sulla torta -  qualcuno disposto ad investire se valuta l’idea interessante.

Come funziona ?
Questo e’ possibile ai Barcamp: conferenze aperte create dagli utenti, dove sono loro a deciderne gli argomenti da presentare, ed in cui gli altri utenti sono invitati a partecipare.

Ecco due link interessati:
The Barcamp comunity
Il blog dei Barcamp Italiani

Quando e dove ?
Il prossimo Barcamp si terra’ a Catania il 29 Aprile 2009, dalle 9.00 alle 10.00,
presso l’Ex Monastero dei Benedettini – Università degli Studi di Catania – Piazza Dante, 32.
Ecco la lista dei partecipanti.

e la ciliegina ?
Nel Barcamp di Catania la fornisce Telecom Italia, scegliendo e finanziando i progetti ritenuti piu’ interessanti.

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Le parole contano: analisi del testo e leggibilita’

Da quando ho iniziato a scrivere per questo blog, pongo maggiore attenzione a come scrivo.
Spesso mi capita di scrivere frasi che mi sembrano chiare, ma che non lo sono affatto.

E’ semplice capire quando quello che scrivo e’ incomprensibile: chiedo ad una mia amica di leggerlo prima di postarlo. Lei vede il mondo in modo piu’ umano e meno tecnico ed afferma che i computer la odiano :-D Praticamente perfetta per gli articoli che scrivo !
Mi sono molto utili i suoi pareri, in particolare quando mi chiede “ma cosa vorresti dire ?” cio’ basta a capire che non ho espresso il concetto con chiarezza.

Diversi articoli su come scrivere un blog, consigliano di scrivere frasi brevi e di non girare attorno al discorso. Il blog non e’ un libro dove e’ opportuno creare l’atmosfera prima di introdurre il protagonista: nel blog il protagonista entra in scena e parla.

Ho letto ieri un’articolo di Steven Johnson (tradotto da Internazionale.it) che trattava il legame tra il successo di un libro e la complessità delle sue frasi. Dopo varie considerazioni sulle statistiche di Amazon relative a diversi libri, l’autore ne deduce che i libri che presentano le idee  con frasi  brevi con parole semplici hanno maggior successo.

Nel web ho scoperto che esistono diversi strumenti che fanno quello che fa la mia amica: ti dicono se un testo e’ complicato, se le frasi sono troppo lunghe ed altre informazioni.

Eccone due davvero utili:

  • Textalyser: fornisce molte informazioni sulla leggibilita’, come la frequenza ed il numero delle parole e la lunghezza media delle frasi.

E voi gia’ utilizzate strumenti per l’analisi del testo ?

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Nel web i libri in versione riassunto

Photo by v.max197

Lo sappiamo tutti: gli impegni e le nostre passioni assorbono come una spugna tutto il nostro tempo, a volte a causa della nostra scarsa organizzazione, ed e’ spesso difficile trovare il tempo per leggere un buon libro.
Se ugualmente volete conoscere di cosa tratta quel corposo libro che vi incuriosisce parecchio, provate a vedere se nel web ne esiste il riassunto (o sommario).
Esistono infatti vari siti dove trovare moltissimi riassunti di libri, o meglio Book Summaries, dato che quasi tutti sono in lingua inglese.
Trovo davvero interessante il fatto che i riassunti prodotti mantengono la struttura a capitoli del libro, all’interno dei quali sono riportati senza fronzoli, le idee ed i concetti fondamentali del libro.
Mi viene in mente quando alle scuole superiori, per prepararsi all’interrogazione del giorno dopo, si “studiava” i promessi sposi da un libriccino che riassumeva un intero capitolo in due pagine :-D i risultati erano drammatici, ma almeno si riusciva ad evitare la “scena muta”.
Certo, la lettura integrale di un libro, cosi’ come scritto dall’autore, e’ tutta un’altra cosa, ma pensate a quei libri dove i concetti fondamentali si perdono in valanghe di parole.

Un buon sommario di un libro e’ comunque utile:
- se non lo hai letto, puoi capire se e’ proprio il libro che cercavi, e decidere se acquistarlo
- se lo hai gia’ letto e’ un ottimo documento che schematizza i concetti essenziali

Ecco due links interessanti:

  • WikiSummaries contiene versioni iper-compatte di moltissimi libri, dai classici ai best seller

E voi cosa ne pensate ? avete mai letto prima del libro il suo sommario ?

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Attenzione all’attenzione !

Photo by Harry

Ho da poco scoperto che esiste il termine “economia dell’attenzione”, cio’ mi ha incuriosito molto ed ho quindi approfondito l’argomento.

Sempre piu’ gente utilizza Internet ed il Web, e quindi sposta, spesso inconsapevolmente, la propria attenzione dalla televisione e dai giornali ad Internet.
Se con la TV l’utente poteva porre la propria attenzione in un canale tra piu’ o meno una decina disponibili, con il Web i canali diventano milioni, e la disputa per l’attenzione dell’utente diventa ardua.
Catturare l’attenzione dell’utente e’ quindi fondamentale, Kevin Kelly afferma “Where attention flows, money flows”, cioe’ dove c’e’ attenzione c’e’ denaro, ed e’ facile dargli ragione, basta notare Google, Facebook, Myspace ed altri: in tanti usano i loro servizi e tanti dollari entrano nelle loro casse.

La nostra attenzione e’ quindi importante, specialmente se consideriamo che e’ finita: l’uomo e’ infatti in grado di gestire una certa quantita’ di informazione al giorno, ed e’ quindi desiderabile che ogni utente del Web riceva messaggi che potenzialmente possano interessarlo, ad esempio a mia zia non interessa per niente di Web Marketing ed a me nulla di vasi cinesi, perche’ quindi non mettere tutti i pezzi al giusto posto e proporre a mia zia i vasi Ming ed a me un corso online di web marketing ?
Questo Amazon, leader nello shopping online, lo ha capito da tempo ed ha realizzato un efficiente recommendation engine, cioe’ un sistema che ti suggerisce cosa potrebbe piacerti in base alle tue scelte precedenti ed a quelle degli altri utenti con un profilo simile al tuo.

Gia’ esistono alcuni formati standard che permettano di memorizzare informazioni sull’attenzione dell’utente.

A primo impatto sembra roba da fantascienza, in pratica basta considerare e codificare in un formato opportuno le informazioni relative alle abitudini di utilizzo della rete da parte dell’utente, queste includono la web history, i social bookmark, i social network e la music history.

Per questo scopo e’ stato creato il formato APML (Attention Profiling Markup Language), che permette di codificare in un file la descrizione dei vari oggetti di interesse ed una stima dell’importanza che l’utente gli pone.

Questo e’ un possibile modo per unire gli interessi delle persone che usano il web e desiderano trovare informazioni e prodotti ritenuti importanti, e gli interessi di chi si occupa di pubblicita’ che vuole andare a segno negli obiettivi prefissati in maniera efficente (ottenere il piu’ possibile spendento il meno).

Ovviamente tutte le informazioni del nostro Attention Profile dicono molto di noi, e’ quindi opportuno proteggerle bene.

L’AttentionTrust e’ un’organizzazione no-profit e ci aiuta in questo. Questa ha infatti come obiettivo di dare all’utente il pieno diritto e controllo sul proprio attention profile.

Penso di aver ben introdotto l’argomento, che sicuramente approfondiro’ in post succcessivi.

a presto
GePC

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Il counter e’ morto, viva il web analytics

Dopo aver pubblicato questo Blog, e dopo i primi post, mi sono interessato a strumenti che mi consentissero di avere informazioni sul numero di visite e di pagine viste.

Mi sono accorto che i semplici counter di una volta stanno rischiando l’estinzione di fronte a strumenti potenti e gratuiti che permettono di fare Web Analytics, ovvero capire i comportamenti degli utenti per potere migliorare le performance del sito web.

Performance, in parole semplici, vuol dire quanto il sito “funziona”: se si tratta di un sito di e-commerce e’ importante quanto vende, se e’ un giornale online e’ importante quanto viene letto.

Google ha iniziato fornendo gratuitamente Google analytics. Per usarlo e’ sufficiente avere una Google mail (anch’essa gratuita) e seguire una semplice procedura che permetta a Google di riconoscerti come gestore del sito.
Dopo il riconoscimento bastera’ inserire un tag nelle pagine che si vogliono considerare nei dati raccolti da Google Analytics, e che mostrera’ mediante una serie di grafici personalizzabili.

Da quasi due mesi utilizzo Google analytics per controllare gli accessi a questo Blog. Inizialmente ho avuto una sorta di dipendenza, ogni giorno controllavo piu’ volte visite e visitatori, il bounce rate (che da poco ho scoperto essere la percentuale di visitatori che abbandonano la lettura del blog prima di 30 secondi), il tempo medio delle visite, da quali citta’ provengono i visitatori e cosi’ via. Ero in pratica analyticoholics, ovvero analytics dipendente. Adesso lo uso con moderazione, do maggior peso agli andamenti settimanali, e molto poco a quelli giornalieri.

Yahoo si sta preparando al rilascio di Web Analytics, una piattaforma gratuita per fare analisi web, che dagli screenshoot appare molto interessante, e che a differenza di Google mostrera’ i dati in tempo reale (Google al momento li aggiorna giornalmente).
Tali software offrono davvero tante informazioni, che vanno ben oltre quelle offerte dai semplici contatori di visite che spopolavano qualche anno fa, e che offrono strumenti di analisi che, in buone mani, possono davvero migliorare le performance dei siti web che si stanno gestendo.

a presto

GePC

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Domande e Risposte

Il web si sa’, e’ una gigantesca fonte di informazione in movimento, ogni giorno migliaia di articoli, notizie, immagini e video vengono riversati nel Web. In questo mare di informazioni, solitamente sono i classici motori di ricerca e le Web directory ad indicare le pagine che soddisfano le nostre ricerche.

Quando pero’ non riesci a trovare risposta al tuo argomento, ed i motori di ricerca non ti capiscono perche’ magari la tua domanda deve essere interpretata in maniera piu’ “umana” per avere un senso, la parte sociale della rete puo’ darti una mano.

Esistono diverse applicazioni Web dove puoi porre le tue domande, anche le piu’ strane e assurde. Gli altri utenti, se hanno una possibile risposta, e se gli va, potranno risponderti.

Io ho provato Yahoo! Answers e WikiAnswers.

Yahoo Answer ha un sapore piu’ sociale ed e’ molto divertente da usare. Per prevenire abusi di domande e risposte sciocche, gli autori hanno ideato una logica a punteggi, in breve: porre una domanda costa 5 punti, rispondere ad una altrui ti fa guagnare 2 punti e se la tua risposta viene giudicata la migliore ne guadagni addirittura 10; piu’ punti hai e piu’ cose puoi fare.

WikiAnswers ha invece, come dice il suo motto “Q&A the wiki way”, un sapore piu’ Wiki; oltre a porre domande ed a rispondere a quelle altrui, puoi infatti come nel piu’ classico dei Wiki, editare le risposte per migliorarle.

Mi sono dilettato a leggere molte domande per capire il genere piu’ gettonato, ed ho capito che non esiste, si parla di tutto, dai problemi matematici a quelli con la suocera, si spazia cioe’ dall’ambito scientifico a quello personale.

Ricordando il romanzo L’ultima domanda di Isaac Asimov, dove al super calcolatore Multivac viene posta la domanda “Si puo invertire l’entropia ?”, ho posto la stessa domanda a WikiAnswer:

Can entropy be reversed ?

la domanda era gia’ stata inserita, ed aveva anche ricevuto risposta:

Insufficient data for meaningful answer

la stessa del libro :)

Se conoscete altri siti di domande e risposte, ma anche no :) , commentate pure il post

alla prossima

GePC

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