Archive for tecnologia

Animazioni e Cinema 3D


Photo by Randy son of Robert

Di  animazioni tridimensionali se  ne parlava gia’ 15 anni fa, quando usci nelle sale Toy Story, il primo lungometraggio sviluppato in computer grafica 3D dalla Pixar.

In questo caso 3D si riferisce al processo di creazione dell’animazione, cioe’ realizzazione dei modelli 3D, animazione e rendering tramite computer.
Il rendering e’ l’operazione che genera l’immagine fotorealistica dal modello tridimensionale.
Dai tempi di Toy Story, moltissimi sono i lungometraggi creati in questo modo, e spesso vendono impropriamente chiamati “cartoni animati”.
Ad esempio “La principessa e il ranocchio” e’ composto da migliaia di disegni fatti a mano, “Shrek” e’ fatto da migliaia di immagini elaborate da computer.

Il 3D di cui invece si parla ultimamente riguarda la visione del film.
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Tre Talks per i bambini

I bambini sono la risorsa naturale piu’ preziosa (non l’oro o il petrolio).
Sono assolutamente daccordo con questa frase di Nicolas Negroponte, ideatore del progetto One Laptop Per Child.
Nello scorso post ho introdotto i TED talks.
Tra i talks che ho seguito in questi giorni, tre sono dedicati ai bambini e ragazzi.
A me sono piaciuti molto e per questo ve li segnalo:

L’OLPC in Colombia: Nicholas Negroponte
Nicholas Negroponte in Colombia mentre consegna i laptop nei territori un tempo controllati dalla guerriglia.

Ken Robinson says schools kill creativity

Ken Robinson propone un radicale cambiamento del sistema scolastico per non appiattire la creativita’ innata dei bambini.

TED Prize Wish: Musical Education

José’s Abreu (vincitore del premio TED 2009) si dedica al miglioramento sociale dei ragazzi attraverso la musica.
Vede l’arte musicale come diritto sociale del popolo e vuole creare una scuola per giovani musicisti talentuosi

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I talks dei grandi pensatori

Le persone passano, per fortuna, sempre piu’ tempo davanti al web e meno davanti alla TV.
Questo specialmente da quando i video sono diventati comuni su Internet grazie a YouTube, e ad altre web application per la loro pubblicazione e condivisione.
Ovviamente non e’ stato sempre cosi’, cio’ e’ stato reso possibile dalla disponibilita’ di connessioni sempre piu’ veloci che permettono al flusso video di essere trasmesso senza ritardi fra i vari fotogrammi.

Il video sul web non e’ solo You Tube, stracolmo di video amatoriali e virali (non solo ovviamente).

Ultimamente seguo molto il progetto TED Talks.
Il loro sito raccoglie i migliori talks di grandi pensatori e visionari. I loro video sono rilasciati sotto la licenza Creative Common e liberamente disponibili.
Per poter rendere i video fruibili a tutti, sono presenti i sottotitoli, spesso in piu’ lingue.
Se vuoi e ne sei capace puoi anche dare una mano per le traduzioni alla community di TED.

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PC e Microcontroller ( e Arduino )

I programmi per PC elaborano dati che si trovano in files, Database, servizi web o semplicemente inseriti dalla tastiera.
I risultati dell’elaborazioni sono di solito visualizzati in uno schermo.
Tuttavia se vogliamo elaborare dati provenienti da sensori, e magari controllare motori elettrici, led o altri attuatori, l’uso del PC e’ decisamente superfluo e scomodo. Molto meglio usare una scheda con microcontroller (MC).

Ecco quando conviene usarla:
- Quando lo spazio fisico e’ importante: il PC e’ ingomgrante il MC puo’ stare in una scatoletta.
- Quando il consumo elettrico e’ importante: il MC hanno un basso consumo e possono essere alimentati anche da una batteria da pochi volts
- Quando non servono tastiera, monitor e le tipiche periferiche del PC: un MC ha soltanto linee di ingresso/uscita digitali e analogiche
- Quando non serve troppa RAM e potenza di calcolo: i MC hanno meno memo RAM e velocita’ di un moderno PC

Esistono microcontroller lenti o veloci, minimali o ricchi di interfacce, con memoria variabile da pochi kb a qualche MB. La scelta dipende da cio’ che si vuole realizzare.

Non sono pratico di elettronica e di microcontroller, ma il Physical Computing mi affascina molto. Permette infatti un approccio diverso alla programmazione: si elaborano dati provenienti da sensori, che leggono alcuni “stati” del mondo fisico, e si comandano gli attuatori per compiere determinate azioni.
Le possibilita’ sono infinite.

Dopo qualche ricerca sul web ho scoperto Arduino.
Ne esistono molte versioni, la duemilanove e’ basata sul microcontroller atmega328.
La home page di Arduino e’ inglese, anche se il progetto e’ italiano.
Le prime 4 righe descrivono cosa e’:
“Arduino e’ una scheda open-source per realizzare prototipi. Basata su hardware e software flessibili e di semplice uso. E’ pensata per gli artisti, designer, hobbisti e tutti coloro interessati alla creazione di oggetti o ambienti interattivi.”

Bella ! la compro.

Essendo un progetto open-source avrei potuto scaricare gli schemi, comprare i singoli componenti, e montare la scheda. Preferisco tuttavia spendere 26 euro, ordinarla online, ed evitare i problemi di montaggio.

Dopo la consegna della scheda (la scorsa settimana) decido di provarla.
Scarico ed installato l’ambiente di sviluppo, e provo alcuni degli esempi presenti. Nessun problema.
I programmi vengono subito eseguiti da Arduino dopo la fase di compilazione del codice ed il caricamento tramite cavo usb (che serve anche ad alimentarlo).
Il software e’ presente per diversi sistemi operativi. Io l’ho provato con successo su Kubuntu e su Windows XP. E’ bastato seguire le istruzioni sul sito per la corretta installazione.

Come molti progetti Open Source, Arduino ha una community molto attiva, con cui scambiarsi idee ed aiuti.
Non rimane che dare spazio alla fantasia, e renderla viva con switch, led, sensori e attuatori … e ovviamente Arduino  :-)

Avete gia’ provato Arduino ? come vi e’ sembrato ?

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E’ colpa mia o del Designer ?

Spesso mi capita di ascoltare persone che si danno colpe perche’ sbagliano qualcosa nel compiere un’azione con un qualche dispositivo, come il telefono cellulare, il telecomando, la fotocopiatrice, ma anche con strumenti piu’ semplici, che hanno pochissime funzioni.
Premetto che insultarsi non conviene, anche perche’  si abbassa la propria autostima :-D , e soprattutto perche’ spesso ci si sbaglia: la colpa non e’ nostra ,ma di chi ha progettato il dispositivo.

E questo non e’ vero solo per gli strumenti complessi, come la plancia di comando dello Space shuttle, ma anche per una porta. Quante volte vi e’ capitato di non capire subito come aprire una semplice porta ? la spingiamo invece di tirarla (o viceversa), in altri casi’ spingiamo e tiriamo per poi capire che si tratta di una porta scorrevole.

Quindi anche gli oggetti con una sola funzione come una porta, possono essere progettati male e risultare poco pratici, possono cioe’ avere un design che non lascia intuire “come va usata”.
Ricordo di aver visto, in una candid camera,  un ladro rimasto bloccato in una banca che non riusciva ad uscire perche’ continuava a spingere la porta anziche’ tirarla :-)

Si intuisce quindi che nei dispositivi piu’ complessi, come lavatrici, fax, o videocamere, e’ fondamentale il rispetto di alcune linee di usabilita’. Bisogna saper progettare oggetti, anche complessi, che possano essere facilmente compresi dagli utenti.

Mio padre ad esempio, dopo tre anni non riesce ancora a programmare il sistema di riscaldamento domestico: l’interfaccia e’ poco intuitiva, dotata di pochi piccoli tasti che bisogna premere decine di volte per poter selezionare una data funzione, e se si sbaglia bisogna ripetere l’intera sequenza.

Donald Norman e’ uno studioso di design e processo cognitivo umano. Ha scritto diversi libri tra cui La caffettiera del masochista, dove descrive molti errori di progettazione di comuni dispositivi, ed i principi di design che rendono piu’ felici chi li utilizza.

Il libro e’ validissimo, anche se un po’ datato, e leggendolo si scoprira’ che molti errori che crediamo essere nostri, sono spesso di chi ha disegnato lo strumento.

Norman ha sviluppato le sue idee in suo piu’ recente libro: Design Emozionale (2004), dove introduce altri fattori, come le emozioni e sensazioni dell’utente che usa il dispositivo.

Quindi, la prossima volta che sbagli nel compiere qualche azione, pensa che la colpa potrebbe non essere tua, e che colui che ha disegnato l’oggetto che stai usando protrebbe averti indotto allo sbaglio.

Se comunque hai problemi nell’usare le bacchette in un ristorante cinese … non prendertela con gli antichi cinesi inventori delle bacchette :-)

A presto

GePC

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Fotocamere con un solo tasto

Tempo fa un mio amico si chiedeva coma mai non esiste una macchina fotografica con cui poter scattare foto con un unico tasto, solo un tasto, senza bisogno di nessuna impostazione, senza nessun settaggio manuale o automatico, senza flash. Un solo click, e la scena cosi’ come a noi appare, viene per sempre catturata nella memoria interna della fotocamera.

Perche’ non esiste ?

E perche’ la Apple, azienda amante del design minimalista, non ha mai pensato di realizzarla ?

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Spaghetti Wired

La prima volta che ho comprato la rivista Wired era all’edicola di un aereoporto, ne sono stato affascinato dalla grafica, e durante la lettura anche dagli articoli, sentivo la stessa magia di quando anni fa leggevo i primi numeri di Focus, quel fascino della scoperta che poi in Focus, a mio parere si e’ perso.
Fantastici quegli articoli dove si intreccia tecnologia e vita personale, come quell’articolo su Piotr Wozniak, il creatore di Supermemo (un software che aiuta a ricordare), che ha pianificato la vita quotidiana in funzione dell’apprendimento assistito dal calcolatore.
Wired e’ una rivista americana, ancora solo in versione Inglese, ma ancora per poco: la versione italiana e’ prevista per il Febbraio 2009 … spero abbia lo stesso “carisma” della versione originale.

Vi lascio con il video dell’intervista a Riccardo Luna, direttore del nuovo Wired Italia.

GePC

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