Archive for open source

Condividere Flash Card con il nuovo Anki

Oggi ho aggiornato Anki dopo molto tempo che non lo utilizzavo.

Ho gia’ parlato di Anki nel post Alternative Open Source a SuperMemo.
Anki e’ un programma il cui scopo e’ quello di aiutare a memorizzare in modo efficiente un gran numero di flash card.
Ogni flash card puo’ contenere ad esempio un termine tecnico da apprendere, una parola straniera, un immagine, insomma una qualche unita’ di informazione che si vuole imparare.
Io lo uso per memorizzare le parole inglesi nuove che trovo in giro per il Web.

La nuova versione che ho installato, la 9.9.8.6 e’ molto migliorata rispetto alla vecchia (non ricordo la versione).

Le due piu’ importanti caratteristiche che ho trovato  sono:

  • mentre nelle vecchie versioni la risposta alla domanda di ogni  card era solo “mentale”, adesso la risposta puo’ essere inserita in un campo. Anki segnalera’ in rosso quale parte della risposta e’ errata.
    Questa caratteristica sprona a scrivere la risposta e quindi verificarla anche visivamente.
  • un’altra fantastica funzione e’ quella che permette la condivisione dei deck, cioe’ dei mazzi di card che gli altri utenti hanno creato e condiviso.

Sono centinaia i deck condivisi, che vanno dalla classica lista dei verbi irregolari Inglesi, al vocabolario giapponese, dal codice morse al Python, il famoso linguaggio di programmazione.
Scaricarli e’ semplice: File > Download > Shared Deck …
La possibilita’ di condividere i Deck fa di Anki un semplice ma potente strumento per lo scambio di conoscenza.

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Come accedere alla Cronologia di Firefox

Ti sei mai chiesto dove Mozilla Firefox 3 salva la Cronologia ?
La Cronologia o history e’ lo storico di tutte le URL delle pagine che sono state visitate dal browser.

Questa viene salvata, insieme a molte altre informazioni, in un file che e’ in realta’ un database relazionale in formato SQLite.

Il file si chiama places.SQLite, e di solito si trova in:
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Bash (un)usability: messaggio di errore errato !

La Bash shell di Gnu Linux e’ una potente interfaccia a linea di comando, e spesso permette di compiere operazioni molto piu’ rapidamente di quanto permettono le varie interfacce grafiche, come KDE e GNOME.
Altre volte pero’, la selezione dei parametri del comando richiede molto tempo, specialmente se i messaggi di errore non ci danno alcun indizio.

Quello che segue e’ un piccolo esempio di carenza di usabilita‘ della Bash, la shell di default di quasi tutte le distribuzioni GNU Linux.

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Hot Flowing Pixels festival – Animazioni digitali autoprodotte

Chump e Clump

A parte i grandi studios cinematografici come Pixar e DreamWorks, sono moltissimi coloro che si dilettano nella creazione di opere animate digitali.

Le loro opere nascono spesso per puro piacere creativo e spesso usando software Open Source come Blender o Gimp.

Autodistribuite sul web,  le migliori vengono selezionate per i pochi festival che si interessano di corti di animazione.

A Catania, Hot Flowing Pixels ha per la prima volta organizzato il festival di animazione digitale  non commerciale, ed ha raccolto tra le migliori opere realizzate nell’ultimo anno.

Venti le animazioni selezionate da Giovanni Gallo, docente di Computer Graphics all’Universita di Catania.
L’evento, organizzato dall’associazione ErbeMatte, ha avuto luogo al centro culturale Zo il 19 Maggio 2009.

Io sono andato alla proiezione dei corti e guardandoli ho riflettuto sulle capacita’ necessarie per realizzare un buon corto d’animazione.
A parte le competenze tecniche serve l’idea, la storia, la sceneggiatura, la modellazione dei personaggi e dell’ambiente, la loro animazione, la creazione delle texture, …
Spesso infatti sono molti gli artisti coinvolti alla creazione dei corti piu’ complessi. Questo e’ il caso dei divertentissimi Big Buck Bunny e Chump & Clump.

Un’ importante caratteristica delle produzioni indipendenti e’ la liberta’ nella scelta del soggetto: non esiste il vincolo per “grandi e bambini” imposto alle grandi case di produzione, il target lo sceglie chi crea l’opera.
Chump & Clump ad esempio, pur essendo rappresentato da due tipetti strambi che potrebbero essere gli amici di Spongebob, e’ un filmato per adulti.
Questi personaggi non sarebbero “ben accetti” dalla Pixar o DreamWorks nei loro filmati.
Shrek infatti si concede rutti e scoreggie ma non alcol,  cannabis e funghetti come invece fanno Chump e Clump :D . Non a caso nel trailer e’ anche presente il disclaimer “Attention ! this trailer is not suitable for all audiences …”.

Gli altri filmati presenti, di solito quelli meno complessi, sono stati realizzati da un unico artista. Davvero diversi i loro stili e generi: alcuni ironici e divertenti, altri romantici, altri tristi nel loro bianco e nero, altri ancora futuristici.

Spero che l’iniziativa di Hot Flowing Pixels si ripeta e cresca negli anni, e diffonda questa forma d’arte i cui strumenti sono liberi e disponibili a tutti.

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PC e Microcontroller ( e Arduino )

I programmi per PC elaborano dati che si trovano in files, Database, servizi web o semplicemente inseriti dalla tastiera.
I risultati dell’elaborazioni sono di solito visualizzati in uno schermo.
Tuttavia se vogliamo elaborare dati provenienti da sensori, e magari controllare motori elettrici, led o altri attuatori, l’uso del PC e’ decisamente superfluo e scomodo. Molto meglio usare una scheda con microcontroller (MC).

Ecco quando conviene usarla:
- Quando lo spazio fisico e’ importante: il PC e’ ingomgrante il MC puo’ stare in una scatoletta.
- Quando il consumo elettrico e’ importante: il MC hanno un basso consumo e possono essere alimentati anche da una batteria da pochi volts
- Quando non servono tastiera, monitor e le tipiche periferiche del PC: un MC ha soltanto linee di ingresso/uscita digitali e analogiche
- Quando non serve troppa RAM e potenza di calcolo: i MC hanno meno memo RAM e velocita’ di un moderno PC

Esistono microcontroller lenti o veloci, minimali o ricchi di interfacce, con memoria variabile da pochi kb a qualche MB. La scelta dipende da cio’ che si vuole realizzare.

Non sono pratico di elettronica e di microcontroller, ma il Physical Computing mi affascina molto. Permette infatti un approccio diverso alla programmazione: si elaborano dati provenienti da sensori, che leggono alcuni “stati” del mondo fisico, e si comandano gli attuatori per compiere determinate azioni.
Le possibilita’ sono infinite.

Dopo qualche ricerca sul web ho scoperto Arduino.
Ne esistono molte versioni, la duemilanove e’ basata sul microcontroller atmega328.
La home page di Arduino e’ inglese, anche se il progetto e’ italiano.
Le prime 4 righe descrivono cosa e’:
“Arduino e’ una scheda open-source per realizzare prototipi. Basata su hardware e software flessibili e di semplice uso. E’ pensata per gli artisti, designer, hobbisti e tutti coloro interessati alla creazione di oggetti o ambienti interattivi.”

Bella ! la compro.

Essendo un progetto open-source avrei potuto scaricare gli schemi, comprare i singoli componenti, e montare la scheda. Preferisco tuttavia spendere 26 euro, ordinarla online, ed evitare i problemi di montaggio.

Dopo la consegna della scheda (la scorsa settimana) decido di provarla.
Scarico ed installato l’ambiente di sviluppo, e provo alcuni degli esempi presenti. Nessun problema.
I programmi vengono subito eseguiti da Arduino dopo la fase di compilazione del codice ed il caricamento tramite cavo usb (che serve anche ad alimentarlo).
Il software e’ presente per diversi sistemi operativi. Io l’ho provato con successo su Kubuntu e su Windows XP. E’ bastato seguire le istruzioni sul sito per la corretta installazione.

Come molti progetti Open Source, Arduino ha una community molto attiva, con cui scambiarsi idee ed aiuti.
Non rimane che dare spazio alla fantasia, e renderla viva con switch, led, sensori e attuatori … e ovviamente Arduino  :-)

Avete gia’ provato Arduino ? come vi e’ sembrato ?

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Super Memoria per tutti ! Alternative Open Source a SuperMemo

Immagine di Emilio Garcia

Imparare nozioni nuove con poca fatica, e ricordarle per molto tempo, e’ una cosa che mi ha da sempre affascinato.
Qualche anno fa ho letto un articolo su come migliorare il proprio inglese. Nell’articolo veniva consigliato l’uso del programma SuperMemo per facilitare l’apprendimento di nuove parole.

L’ho subito provato.

Per prima cosa bisogna creare l’archivio delle informazioni che si vogliono memorizzare. Ho inserito qualche decina di nuovi  vocaboli in lingua inglese. La documentazione consiglia di usare la forma a Domanda e Risposta, ad esempio:

Domanda) participle and past participle of ‘Write’ ?
Risposta) Wrote, Written

Dopo sono passato alla fase di apprendimento, che consiste nei seguenti passi:
- Ti viene posta la domanda
- Rispondi mentalmente
- Guardi la risposta
- Dai un voto numerico su quanto bene ricordi la risposta

Ma come sceglie SuperMemo le successive domande da porre ?
Sceglie quelle che si stanno per dimenticare, cioe’ quelle ripassate meno recentemente.

Per la precisione usa un sistema chiamato ‘Spaced repetition‘, il quale si basa sulla ‘Forgetting Curve’ che rappresenta la stima con cui dimentichiamo le informazioni apprese. Wozniak, l’autore di tale metodo, afferma che il momento migliore per ripassare una nozione e’ poco prima di dimenticarla, ed e’ questo cio’ che fa SuperMemo.
Questo l’ho scoperto leggendo l’appassionante articolo (in Inglese) Want to Remember Everything You’ll Ever Learn? Surrender to This Algorithm, che meglio ci fa conoscere Wozniak e la sua ‘ossessione’ per l’apprendimento.

Ho usato SuperMemo per piu’ di un’anno.

L’ho trovato molto utile, e funziona sicuramente meglio dei post-it che lasciavo in giro per casa.
La sua interfaccia utente e’ pero’ complicata, un programma di questo tipo dovrebbe avere un’interfaccia, di poche ma fondamentali funzioni. SuperMemo e’ invece strapieno di opzioni e tonnellate di statistiche, molte penso inutili.

Piu’ semplice, intuitivo ed essenziale e’ Mnemosyne, che tuttora uso per apprendere nuove parole in lingua inglese.
Un altro programma, con piu’ funzioni e statistiche (e qualche bug :) ) ma ugualmente di semplice uso, e’ Anki. Come Mnemosyne anche Anki e’ open source. Inoltre sono presenti nei repository di Ubuntu, quindi per installarli bastera’ usare il vostro package management preferito (adept, apt-get, aptitude, …) ed il gioco e’ fatto.
Le versioni per Windows si trovano nei rispettivi siti, la procedura e’ la solita: scaricare il file di setup ed eseguilo.

Buon apprendimento a tutti !

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Corso di PC in un quartiere popolare

Oggi ho tenuto la mia quarta lezione, insieme a Domenico, ai ragazzini del GAPA, il centro di aggregazione popolare del quartiere S.Cristoforo di Catania.
Nonostante le varie difficolta’ nel trattare con i ragazzini a volte molto inquieti, e di eta’ molto diversa tra loro, devo ammettere che mi sto divertendo.
Li chiamo cosi’ perche’alcuni sono bambini ed altri non sono ancora ragazzi.
Quasi tutti non hanno il PC in casa, ed usano quelli del corso quasi con avidita’.
Nel corso sono spesso in due per ogni PC, e spesso uno dei due prevale sull’altro e prende il controllo totale di mouse e tastiera, e’ quindi compito mio o di Domenico fargli mollare l’osso per qualche tempo.

Dopo il primo giorno ho abbandonato il metodo a lezione, ho capito che e’ difficile ottenere l’attenzione di ragazzini che hanno il PC vicino.
Inoltre lezione fa venire in mente la scuola :-(
Molto meglio coinvolgerli subito in attivita’: spiegare nel piu’ breve tempo possibile cosa devono fare e seguirli durante il loro lavoro.

In queste prime lezioni hanno familiarizzato con tastiera e mouse.
Una delle attivita’ e’ stata quella di “disegnare”, con un editor di testi, le faccine, cioe’ gli Smile che usiamo quando chattiamo o nelle mail. Ad esempio:
:-)   felice
;-)   occhiolino
:-(   triste

E moltre altre.I piu’ grandi hanno anche copiato alcune stampe in ascii art che avevo dato loro.

Cosi’ hanno imparato ad usare il tasto Shift per digitare i due punti, il punto e virgola, le parentesi e molti altri caratteri :-D
Di grande aiuto sono i programmi Tux Paint e Tux Type.

Tux Paint e’ un programma di grafica per bambini che ho discusso in un precedente post. Tux Type e’ invece un programma didattico, o forse un gioco, che serve per apprendere l’uso della tastiera.

I ragazzi si divertono a disegnare con Tux Paint, ed usare i suoi effetti grafici. A loro piace anche giocare con Tux Type, anche se spesso si arrabbiano perche’ non trovano i caratteri (la Z e Q non la trovano in molti :-D ) .

E’ fantastico di come il Gapa sia riuscito ad acquistare e tramutare un vecchio capannone, in una struttura popolare, ora sede di numerose attivita’, dove trova posto anche un piccolo ma importante laboratorio di informatica.

A presto

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Il programma di disegno per i bambini: Tux Paint

Tux Paint e’ un programma di grafica per bambini, dai 3 ai 100 anni.
Cio’ che mi piace di questo programma e’ che e’ davvero divertente da usare.
Per rendere piu’ piacevole il lavoro dei piccoli artisti, moltissimi suoni accompagnano le loro azioni, anche in base agli strumenti che stanno utilizzando.
Se ad esempio si disegna nella parte destra (sinistra) della pagina allora i suoni usciranno dall’altoparlante di destra (sinistra), se si usa un piccolo pennello i suoni saranno piu’ acuti, un pennello piu’ grande invece produrra’ suoni piu’ bassi.
Il fatto che il programma sia pensato per i bambini non significa che abbia poche funzioni, sono infatti presenti molti strumenti ed effetti che si trovano anche in quelli per i grandi, la particolarita’, che lo rende realmente semplice da usare, e’ che non esistono le opzioni: basta selezionare lo strumento o l’effetto grafico ed usarlo ! ognuno di questi ha anche il proprio effetto sonoro, che lo rende piu’ divertente da usare.
Davvero azzeccato il fatto che per salvare un’immagine, nessun nome del file verra’ richiesto: l’immagine verra’ salvata e basta :-)
E quando si vorra’ riaprire l’immagine ?
Verranno mostrate le miniature di tutte quelle realizzate, nessun nome file ! Geniale semplicita’.

Tux Paint e’ inoltre disponibile per Windows, Linux e Mac OS X.
Continuero’ a segnalarvi programmi di qualita’ per bambini, come Tux Paint.

Ecco il link: Tux Paint

E tu, hai gia’ provato Tux Paint o altri software di grafica per bambini ?

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Punti VS forme

Creare e modificare immagini digitali e’ tra le cose piu’ creative e divertenti da fare con un computer.
Da dove iniziare ? Per prima cosa e’ importante capire cos’e’ un’immagine, senza comunque scendere in dettagli inutili.
Esistono due grandi tipologie di immagini: quella bitmap (o raster) e quella vettoriale.
Le immagini di tipo bitmap sono formate da mappe di punti (pixel) ed hanno come formati Jpg, Gif, Png, Tif, Bmp ed altri ancora. Ogni formato determina come i vari punti che descrivono l’immagine vengono memorizzati nel file, il massimo numero di colori a disposizione, il tipo di compressione ed altre caratteristiche.
Esistono moltissimi programmi per manipolare immagini bitmap, alcuni adatti al disegno altri adatti al fotoritocco. Uno storico programma, inizialmente realizzato per computer Amiga e dopo per MS Dos, e’ il Delux Paint della Electronic Arts, che alla fine degli anni 80 e’ stato molto usato per realizzazioni grafiche di molti video game, tra cui lo stupendo Monkey Island.
Due programmi attuali, ma dalle funzionalita’ base, che piu’ base non si puo’, sono il Paint di Windows ed il KolourPaint per Linux, quest’ultimo ha comunque molti piu’ formati con cui esportare le immagini ed e’ open source.
Piu’ evoluto e dotato anche di funzioni per il fotoritocco e’ il Paint.Net per Windows, da provare, anche per il fatto che e’ un free software.
Tra i programmi commerciali piu’ ricchi di funzionalita’ vi e’ Adobe Photoshop che e’ praticamente sinonimo di fotoritocco ed usato da molti grafici professionisti; inizialmente e’ stato disponibile solo per Apple Macintosh, pc storicamente amato da designer e creativi, ma ormai da anni disponibile anche per Windows.
Un’altro programma molto adatto al fotoritocco e’ Il Paint shop pro, che e’ stato inizialmente distribuito secondo il modello shareware (provalo e se ti piace lo paghi) e che adesso e’ invece mantenuto e commercializzato dalla Corel.
Quello che e’ probabilmente il piu’ completo programma open source di fotoritocco e grafica bitmap, e che anche io utilizzo, e’ il GIMP. E’ disponibile per molti sistemi operativi, tra cui Linux e Windows e presenta molte caratteristiche di programmi commerciali come Photoshop. Ne esiste anche una variante chiamata GIMPshop, il cui scopo e’ quello di emulare l’aspetto di Photoshop, in modo da rendere piu’ semplice il suo utilizzo da chi gia’ lo usa.
L’altra grande tipologia di immagini e’ quella Vettoriale, in cui linee, poligoni e curve descrivono l’immagine, che quindi non e’ piu’ descritta da un insieme di punti di diverso colore ma da un insieme di forme geometriche. I vantaggi di questa tecnica sono:
- non far perdere definizione all’immagine quando questa viene ingrandita
- occupare molti meno Bytes rispetto alle stesse immagini in formato bitmap
La tipologia vettoriale, come si puo’ intuire , non e’ pero’ adatta a rappresentare foto o figure aventi molti dettagli e sfumature.
Anche in questo caso esistono vari formati, tra i piu’ famosi ve ne sono alcuni realizzati per il Web, come Flash di Adobe ed il formato aperto Svg del World Wide Web Consortium, che permettono anche la realizzazione di animazioni vettoriali interattive come banner e semplici video games.
Altri formati vettoriali, sono quelli dei software commerciali di illustrazione e di impaginazione testo, come ad esempio Corel Draw, Macromedia FreeHand e Adobe Illustrator.
Tra i vari software open source invece figurano: il Draw (incluso in OpenOffice); Inkscape, ricco di utili strumenti e che ho utilizzato per realizzare il logo di questo blog; Xara Xtreme che non ho mai usato, ma dagli screenshots (schermate di esempio) appare semplice ed intuitivo. Tutti i programmi open source e commerciali mensionati, supportano il formato aperto svg.
Scarica i programmi open source o free, e metti in moto la tua creativita’, crea nuove immagini o modifica le tue foto. In rete esistono centinaia di tutorial per programmi di grafica, dai piu’ semplici ai piu’ articolati, dove puoi iniziare a fare computer graphics.

Al prossimo post, bye bye

GePC

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