Fotocamere con un solo tasto

Tempo fa un mio amico si chiedeva coma mai non esiste una macchina fotografica con cui poter scattare foto con un unico tasto, solo un tasto, senza bisogno di nessuna impostazione, senza nessun settaggio manuale o automatico, senza flash. Un solo click, e la scena cosi’ come a noi appare, viene per sempre catturata nella memoria interna della fotocamera.
Perche’ non esiste ?
E perche’ la Apple, azienda amante del design minimalista, non ha mai pensato di realizzarla ?
Non sono un fotografo, la fotografia comunque mi appassiona molto, mi sono quindi dato qualche risposta.
In realta’ le macchinette fotografiche “inquadra e scatta” esistono ancora, le usa e getta ne sono un esempio, ed anche molte compatte analogiche di qualche anno fa avevano solo un tasto.
E’ comunque vero che quasi non esistono piu’ fotocamere cosi’ semplici, ed i modelli attuali sono pieni di pulsanti e ghiere.
Perche’ ?
Dietro questa semplice domanda ci sono, oltre alle logiche del mercato dell’industria fotografica, implicazioni di natura tecnologica.
Una macchina fotografica con un unico tasto e’ equivalente ad una con tutti settaggi posti in modalita’ Auto.
Ma Auto cosa ?
I piu’ importanti sono due: il settaggio dell’esposizione e quello della messa a fuoco.
Per chi non lo sapesse, l’esposizione e’ la coppia tempo di esposizione e apertura di diaframma.
Il tempo di esposizione indica quanto tempo il sensore (o la pellicola nelle macchine analogiche) rimarra’ esposto alla luce della scena da catturare. L’apertura del diaframma indica quanto grande deve essere il forellino che fara’ passare la luce.
E’ facile capire che se viene impostato un tempo eccessivo o un’apertura troppo grande la foto risultera troppo chiara o come si dice in gergo sovraesposta. Se il tempo e’ basso o il diaframma troppo piccolo la foto sara’ sottoesposta.
E’ meglio quindi esporre correttamente una foto ? dipende cosa intendiamo per correttamente e dall’effetto che volete dare
Se impostiamo la macchina con l’esposizione automatica, sara’ lei a decidere quando la foto e’ “correttamente” esposta.
Per decidere i valori di tempo e diaframma la macchina e’ dotata di un esposimetro interno che riconosce il grigio-medio come ideale l’uminosita’ per la nostra foto. Questo modo di funzionare crea un effetto indesiderato: la macchina vede qualunque cosa come grigio medio, quindi un oggetto bianco verra’ considerato grigio ma troppo illuminato, quindi diminuira’ il tempo di esposizione o l’apertura di diaframma. Allo stesso modo un oggetto nero gli apparira’ come grigio ma poco illuminato, quindi aumentera’ l’esposizione. In entrambi i casi l’oggetto apparira’ grigio. Noi pero’ vogliamo che la neve appaia bianca e le rocce vulcaniche nere, e non tutto grigio. Come fare ?
Bisogna impostare una modalita’ diversa da quella completamente automatica, che permetta di compensare la luminosita’ dell’immagine, o passare in modalita’ manuale ed impostare tempo, ed apertura a proprio piacere.
Un altro strumento automatico, molto utile, ma che a volte ci da’ risultati inaspettati e’ l’autofocus. Questo consente di mettere automaticamente a fuoco il soggetto che vogliamo fotografare. Ma come fa l’autofocus a capire cosa mettere a fuoco se nella scena vi sono diversi oggetti ? si potrebbe chiudere il diaframma e mettere a fuoco tutta la scena, la foto verrebbe tuttavia piatta ed il soggetto poco valorizzato. Se vogliamo fare un ritratto e’ buona norma mettere a fuoco solo il viso e non anche il paesaggio che sta dietro.
Tra l’altro per poter chiudere tutto il diaframma e’ necessaria molta luce o un tempo di esposizione molto lungo, condizioni che spesso richiedono l’uso di flash o di un treppiedi.
Spesso quando ci sono diversi oggetti nella scena e’ difficile far capire all’autofocus qual’e’ quello importante per noi, e’ quindi meglio passare alla messa a fuoco manuale. Non tutte le macchine compatte dispongono di questa modalita’, e’ invece sempre presente in quelle di tipo Reflex.
La “fallibilita’” delle automazioni presenti nelle macchine fotografiche, come l’esposizione e l’autofocus automatici sono quindi il motivo per cui e’ raro vederne una con un unico tasto. Le case produttrici prefereriscono infatti aggiungere vari programmi, e non di rado i comandi per le impostazioni manuali.
Al fotografo, comunque, spesso interessano le impostazioni manuali non per realizzare una perfetta’ riproduzione della realta’, ma per descrivere ed interpretare la scena a proprio piacere, un po’ come fanno i pittori.
Questo non vuol dire che disdegnano altri tipi di fotocamere. A molti fotografi ed appassionati piace molto fotografare con semplici compatte, macchinette usa e getta, e con le mitiche Polaroid. Su flicker, ad esempio, sono presenti diverse categorie per le foto realizzate con questo tipo di fotocamere, ed a volte i risultati sono sorprendenti.
Buone foto a tutti
GePC
