Attenzione all’attenzione !

Photo by Harry

Ho da poco scoperto che esiste il termine “economia dell’attenzione”, cio’ mi ha incuriosito molto ed ho quindi approfondito l’argomento.

Sempre piu’ gente utilizza Internet ed il Web, e quindi sposta, spesso inconsapevolmente, la propria attenzione dalla televisione e dai giornali ad Internet.
Se con la TV l’utente poteva porre la propria attenzione in un canale tra piu’ o meno una decina disponibili, con il Web i canali diventano milioni, e la disputa per l’attenzione dell’utente diventa ardua.
Catturare l’attenzione dell’utente e’ quindi fondamentale, Kevin Kelly afferma “Where attention flows, money flows”, cioe’ dove c’e’ attenzione c’e’ denaro, ed e’ facile dargli ragione, basta notare Google, Facebook, Myspace ed altri: in tanti usano i loro servizi e tanti dollari entrano nelle loro casse.

La nostra attenzione e’ quindi importante, specialmente se consideriamo che e’ finita: l’uomo e’ infatti in grado di gestire una certa quantita’ di informazione al giorno, ed e’ quindi desiderabile che ogni utente del Web riceva messaggi che potenzialmente possano interessarlo, ad esempio a mia zia non interessa per niente di Web Marketing ed a me nulla di vasi cinesi, perche’ quindi non mettere tutti i pezzi al giusto posto e proporre a mia zia i vasi Ming ed a me un corso online di web marketing ?
Questo Amazon, leader nello shopping online, lo ha capito da tempo ed ha realizzato un efficiente recommendation engine, cioe’ un sistema che ti suggerisce cosa potrebbe piacerti in base alle tue scelte precedenti ed a quelle degli altri utenti con un profilo simile al tuo.

Gia’ esistono alcuni formati standard che permettano di memorizzare informazioni sull’attenzione dell’utente.

A primo impatto sembra roba da fantascienza, in pratica basta considerare e codificare in un formato opportuno le informazioni relative alle abitudini di utilizzo della rete da parte dell’utente, queste includono la web history, i social bookmark, i social network e la music history.

Per questo scopo e’ stato creato il formato APML (Attention Profiling Markup Language), che permette di codificare in un file la descrizione dei vari oggetti di interesse ed una stima dell’importanza che l’utente gli pone.

Questo e’ un possibile modo per unire gli interessi delle persone che usano il web e desiderano trovare informazioni e prodotti ritenuti importanti, e gli interessi di chi si occupa di pubblicita’ che vuole andare a segno negli obiettivi prefissati in maniera efficente (ottenere il piu’ possibile spendento il meno).

Ovviamente tutte le informazioni del nostro Attention Profile dicono molto di noi, e’ quindi opportuno proteggerle bene.

L’AttentionTrust e’ un’organizzazione no-profit e ci aiuta in questo. Questa ha infatti come obiettivo di dare all’utente il pieno diritto e controllo sul proprio attention profile.

Penso di aver ben introdotto l’argomento, che sicuramente approfondiro’ in post succcessivi.

a presto
GePC

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