Archive for December, 2008

Fotocamere con un solo tasto

Tempo fa un mio amico si chiedeva coma mai non esiste una macchina fotografica con cui poter scattare foto con un unico tasto, solo un tasto, senza bisogno di nessuna impostazione, senza nessun settaggio manuale o automatico, senza flash. Un solo click, e la scena cosi’ come a noi appare, viene per sempre catturata nella memoria interna della fotocamera.

Perche’ non esiste ?

E perche’ la Apple, azienda amante del design minimalista, non ha mai pensato di realizzarla ?

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Idee per migliorare il proprio Inglese

photo by Sim Dawdler

L’Inglese e’ la lingua maggiormente utilizzata in Internet, e piaccia o meno, probabilmenteĀ  e’ quella maggiormente usata dopo la propria.

Io sono uno di quelli che alle scuole superiori ha studiato Francese, dato che bisognava pur farli lavorare i professori di Francese.

Non mi e’ mai servito e non sono mai stato in Francia, mi sono quindi ingegnato per imparare l’Inglese.

Il punto iniziale per ogni cosa che si vuole apprendere e’ la motivazione, senza di questa raggiungere l’obbiettivo e’ impossibile.

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Attenzione all’attenzione !

Photo by Harry

Ho da poco scoperto che esiste il termine “economia dell’attenzione”, cio’ mi ha incuriosito molto ed ho quindi approfondito l’argomento.

Sempre piu’ gente utilizza Internet ed il Web, e quindi sposta, spesso inconsapevolmente, la propria attenzione dalla televisione e dai giornali ad Internet.
Se con la TV l’utente poteva porre la propria attenzione in un canale tra piu’ o meno una decina disponibili, con il Web i canali diventano milioni, e la disputa per l’attenzione dell’utente diventa ardua.
Catturare l’attenzione dell’utente e’ quindi fondamentale, Kevin Kelly afferma “Where attention flows, money flows”, cioe’ dove c’e’ attenzione c’e’ denaro, ed e’ facile dargli ragione, basta notare Google, Facebook, Myspace ed altri: in tanti usano i loro servizi e tanti dollari entrano nelle loro casse.

La nostra attenzione e’ quindi importante, specialmente se consideriamo che e’ finita: l’uomo e’ infatti in grado di gestire una certa quantita’ di informazione al giorno, ed e’ quindi desiderabile che ogni utente del Web riceva messaggi che potenzialmente possano interessarlo, ad esempio a mia zia non interessa per niente di Web Marketing ed a me nulla di vasi cinesi, perche’ quindi non mettere tutti i pezzi al giusto posto e proporre a mia zia i vasi Ming ed a me un corso online di web marketing ?
Questo Amazon, leader nello shopping online, lo ha capito da tempo ed ha realizzato un efficiente recommendation engine, cioe’ un sistema che ti suggerisce cosa potrebbe piacerti in base alle tue scelte precedenti ed a quelle degli altri utenti con un profilo simile al tuo.

Gia’ esistono alcuni formati standard che permettano di memorizzare informazioni sull’attenzione dell’utente.

A primo impatto sembra roba da fantascienza, in pratica basta considerare e codificare in un formato opportuno le informazioni relative alle abitudini di utilizzo della rete da parte dell’utente, queste includono la web history, i social bookmark, i social network e la music history.

Per questo scopo e’ stato creato il formato APML (Attention Profiling Markup Language), che permette di codificare in un file la descrizione dei vari oggetti di interesse ed una stima dell’importanza che l’utente gli pone.

Questo e’ un possibile modo per unire gli interessi delle persone che usano il web e desiderano trovare informazioni e prodotti ritenuti importanti, e gli interessi di chi si occupa di pubblicita’ che vuole andare a segno negli obiettivi prefissati in maniera efficente (ottenere il piu’ possibile spendento il meno).

Ovviamente tutte le informazioni del nostro Attention Profile dicono molto di noi, e’ quindi opportuno proteggerle bene.

L’AttentionTrust e’ un’organizzazione no-profit e ci aiuta in questo. Questa ha infatti come obiettivo di dare all’utente il pieno diritto e controllo sul proprio attention profile.

Penso di aver ben introdotto l’argomento, che sicuramente approfondiro’ in post succcessivi.

a presto
GePC

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Il counter e’ morto, viva il web analytics

Dopo aver pubblicato questo Blog, e dopo i primi post, mi sono interessato a strumenti che mi consentissero di avere informazioni sul numero di visite e di pagine viste.

Mi sono accorto che i semplici counter di una volta stanno rischiando l’estinzione di fronte a strumenti potenti e gratuiti che permettono di fare Web Analytics, ovvero capire i comportamenti degli utenti per potere migliorare le performance del sito web.

Performance, in parole semplici, vuol dire quanto il sito “funziona”: se si tratta di un sito di e-commerce e’ importante quanto vende, se e’ un giornale online e’ importante quanto viene letto.

Google ha iniziato fornendo gratuitamente Google analytics. Per usarlo e’ sufficiente avere una Google mail (anch’essa gratuita) e seguire una semplice procedura che permetta a Google di riconoscerti come gestore del sito.
Dopo il riconoscimento bastera’ inserire un tag nelle pagine che si vogliono considerare nei dati raccolti da Google Analytics, e che mostrera’ mediante una serie di grafici personalizzabili.

Da quasi due mesi utilizzo Google analytics per controllare gli accessi a questo Blog. Inizialmente ho avuto una sorta di dipendenza, ogni giorno controllavo piu’ volte visite e visitatori, il bounce rate (che da poco ho scoperto essere la percentuale di visitatori che abbandonano la lettura del blog prima di 30 secondi), il tempo medio delle visite, da quali citta’ provengono i visitatori e cosi’ via. Ero in pratica analyticoholics, ovvero analytics dipendente. Adesso lo uso con moderazione, do maggior peso agli andamenti settimanali, e molto poco a quelli giornalieri.

Yahoo si sta preparando al rilascio di Web Analytics, una piattaforma gratuita per fare analisi web, che dagli screenshoot appare molto interessante, e che a differenza di Google mostrera’ i dati in tempo reale (Google al momento li aggiorna giornalmente).
Tali software offrono davvero tante informazioni, che vanno ben oltre quelle offerte dai semplici contatori di visite che spopolavano qualche anno fa, e che offrono strumenti di analisi che, in buone mani, possono davvero migliorare le performance dei siti web che si stanno gestendo.

a presto

GePC

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